Il Galletto Blu

Il Galletto Blu

martedì 10 maggio 2011

GLI ABITI DI UNA REGINA

Gli abiti di una regina
La principessa Margherita di Savoia ripresa in una foto d’epoca dei “F.lli D’Alessandri”.
Il Museo di Palazzo Mocenigo, a Venezia, festeggia i 150 anni dell’Unità d’Italia con una mostra dedicata a Margherita di Savoia, negli anni della sua vita compresi tra il 1868, data del suo matrimonio con Umberto I, e il 1878, data in cui venne incoronata regina, dopo la morte del suocero Vittorio Emanuele II.
Margherita di Savoia nasce a Torino e si sposa appena diciassettenne. Donna colta, bella ed elegante, attenta alla promozione delle arti, favorisce in Italia la nascita di molti istituti professionali e laboratori, che sostiene personalmente richiedendo manufatti pregiati.
Contribuisce in modo particolare all’apertura della Scuola di Merletti a Burano, nel 1872, con la collaborazione di Adriana Marcello, nobile veneziana e del senatore Paulo Fambri.
La mostra, a cura di Doretta Davanzo Poli, espone due indumenti appartenuti alla regina, una sessantina di figurini e diverse riviste di moda che forniscono un interessante panorama della moda di quegli anni. Le due vesti esposte in una sala del piano nobile del Palazzo sono un abito da cerimonia in raso bianco con ricami in oro e perle, riconducibile attorno al 1868, indossato dalla principessa in molte occasioni, e un manto-strascico di velluto verde ricamato in oro, confezionato probabilmente per l’incoronazione.

La gonna, in raso di seta bianco, presenta il pannello anteriore ricamato con diverse tipologie di canutiglia in oro e perle di vetro soffiato di madreperla, formando esili tralci fioriti.

In questa foto osserviamo i particolari del ricamo della gonna.

Un ampio strascico, stondato nella parte finale e delimitato su tutto il perimetro da piccole pieghe, sottolinea l’eleganza della lavorazione e risponde alla tipologia del periodo 1865-1875.

Prezioso il collo Godet “Berta”, realizzato in merletto ad ago, “punto Burano” con i tipici “ “sacolà fisso e ciaro”, con il fondo in “rete”. Si ricorda in tal modo il generoso apporto dato dalla principessa per la ripresa del merletto di Venezia e di Burano.
Ricordiamo che la sottogonna e il corpetto sono stati attentamente restaurati da Marco Baratti, per l’esposizione dell’abito in Giappone nel 2010.



Il manto-strascico in velluto verde, in cinque teli, sfarzosamente ricamato, in oro e argento dorato, con canutiglia e lustrini, a punto pieno e posato. Sottili tralci d’acanto e cornici mistilinee, con volute e ramages su cui si avviluppano iris, narcisi, roselline e spighe.
Questi importanti reperti sono stati donati dal re Umberto di Savoia al Centro del Costume di Palazzo Grassi, rientranti poi nelle Collezioni civiche dal 1981.
Ricordiamo che Palazzo Mocenigo è il centro di studi di Storia del Tessuto e del Costume.
Gli ambienti rispettano il tempo di Alvise, l’ultimo dei Mocenigo, che donò alla sua morte nel 1945 il Palazzo e gli arredi al comune di Venezia.
Sono esposti capi d’abbigliamento e accessori della famiglia, sono opere d’arte per colore, tessuto, ricamo, gioielli e merletti.

Fonte: http://www.filiforme.it/2011/03/19/gli-abiti-di-una-regina/

1 commento:

  1. Che belli gli abiti! Pensa quanto tempo ci deve esser voluto per farli! Una cosa da non poter immaginare!

    Guardando il corpino dell'abito bianco mi è sembrato subito inadeguato al resto... con quella rosellina triste al centro della scollatura e ho pensato "non hanno messo tanta fantasia in quel volant".
    E infatti non è quello originale della foto!!
    Guarda quanto era più articolato quello vero! Non c'è paragone. Che spettacolo!

    Un saluto
    Daniela

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